Michele Satta viognier

Nils Petter Molvaer trumpet, beat programming, soundscapes

Petulia Mattioli video


L’anno passato, nelle note che accompagnavano il primo Semetipsum, scrivevo che l’evento non mirava semplicemente a far accadere qualcosa ma a far accadere “proprio quella cosa lì”, perché il risultato sarebbe scaturito innanzi tutto da un comune sentire, da un incontro di individualità che avevano scelto un medesimo luogo e abbracciato un progetto condiviso. Musica, vino e immagine hanno trovato infatti una loro specifica forma, mai definitiva però ché – come il sangiovese di Michele Satta si affina col trascorrere del tempo – anche la musica di Harold Budd ed Eraldo Bernocchi risuona in noi leggermente diversa ogniqualvolta la si ascolti attraverso la registrazione o la si rievochi alla memoria. Stessa capacità di maturazione ha dimostrato l’immagine elaborata da Petulia Mattioli. Responsabili di questa crescita, di questa evoluzione, non sono più gli artisti ma due fattori altrettanto importanti: il tempo e il pubblico. Ovverosia noi e il nostro stare al mondo. Ciò che avviene da Michele Satta non si compie definitivamente ma, anzi, comincia un proprio percorso nel tempo di cui noi siamo chiamati ad essere parte, non a fungere da meri, passivi, testimoni.

Semetipsum infatti si configura, in senso anche etimologico, come evento, accadimento che ciascuno sente come un accadere per sé. “Come id quod cuique èvenit l’evento è sempre hic et nunc” – scrive Carlo Diano – non v’è evento se non nel preciso luogo dove io sono e nell’istante in cui l’avverto”. La presenza al concerto di Nils Petter Molvaer per la seconda edizione di Semetipsum non è stata un’opzione, quindi, ma una necessità, una condizione imprescindibile. Proprio a partire dall’esserci, dai corpi in primo luogo, Petulia Mattioli ha costruito e dissolto immagini di luce capaci quasi di negare la fisicità del corpo e rivelarne al contrario la trasparenza, la permeabilità, la fluidità. L’avvolgente sboccare di suoni dalla tromba, il continuum delle immagini e dei colori – di cui resta breve traccia nell’etichetta della bottiglia - la limpidezza del viognier di Michele Satta, condividono un’aspirazione alla trasparenza assoluta, anche quando le atmosfere sonore o le sequenze visive dichiarino un’inclinazione decisamente notturna. Non è la quantità, infatti, ma la qualità della luce e dei corpi che penetra a determinare la trasparenza, dote quasi soprannaturale degli elementi, tanto quelli fisici quanto quelli immateriali, di lasciarsi attraversare rimanendo integri ma non uguali, perché vivificati dal calore e dall’energia della luce.

                                                                                Marco Pierini


Marco Pierini (Siena 1966) ha conseguito la laurea e il dottorato di ricerca in Estetica all’Università degli Studi di Siena. È stato direttore, a partire dal 2002, del Centro Arte Contemporanea di Siena, prima ospitato al Palazzo delle Papesse e dal giugno 2008 al Santa Maria della Scala col nome di SMS Contemporanea.

Dirige dal giugno 2010 la Galleria Civica di Modena.

Ha pubblicato numerosi contributi su argomenti d’arte, d’estetica e di musica, tra i quali più di recente:

Jaume Plensa. Fiumi e cenere, catalogo della mostra, a cura di Marco Pierini, Gli Ori, Siena-Prato 2004; Flesh for Fantasy, catalogo della mostra, a cura di Lorenzo Fusi e Marco Pierini, con un racconto di Aldo Nove, Gli Ori, Prato 2004; Good Vibrations. Le arti visive e il Rock, Giunti, Firenze-Milano 2006; Numerica, catalogo della mostra, a cura di Marco Pierini, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2007; Gordon Matta-Clark, catalogo della mostra, a cura di Lorenzo Fusi e Marco Pierini, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2008; Francesca Woodman, catalogo della mostra, a cura di Marco Pierini, testi di Rossella Caruso, Isabel Tejeda e Lorenzo Fusi, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2009; Pop Numbers, in Matematica e cultura 2010, atti del convegno (Venezia, Auditorium Santa Margherita, Università Ca’ Foscari, 27-29 marzo 2009), a cura di Michele Emmer, Springer, Milano 2010;  L’angelo sterminatore, in Enzo Gentile, Jimi santo subito! Il mito Hendrix attraverso immagini, parole e musica, Shake edizioni, Milano 2010.

Tiene la rubrica Miti su “GQ” e collabora regolarmente ai mensili “Arte” e “Insound”.